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Fisco, onlus, ex ipab, norme mancanti: le incertezze nella Riforma del Terzo Settore

COMUNICATO STAMPA UNEBA NAZIONALE
Fisco, onlus, ex ipab, norme mancanti: le incertezze nella Riforma del Terzo Settore
 
Il non profit sociosanitario e socioassistenziale con radici cattoliche di Uneba chiede al Governo Conte di emanare gli atti mancanti e di coinvolgere maggiormente gli organismi di rappresentanza degli enti del Terzo Settore

 

ROMA, 1 OTTOBRE 2018  -. Con l’emanazione dei decreti correttivi al Codice del Terzo Settore e al decreto sull’impresa sociale si è concluso il lungo e complesso iter della riforma del Terzo Settore avviato con la legge delega 106 del 2016.

 

Restano tuttavia ancora in sospeso numerosi atti.
Inoltre non sono operative due determinanti norme: quella relativa all’istituzione del Registro unico nazionale, che ha un lungo e complesso iter che coinvolge Governo e Regioni; e quelle che riguardano il nuovo trattamento tributario, soggetto all’approvazione dell’Unione Europea.

 

Il quadro non è ancora chiaro e le decine di migliaia di enti interessati vivono nella massima incertezza. 

 

La stessa mancata attuazione della delega per la riforma delle fondazioni, associazioni e altre istituzioni di cui al Libro I, Titolo II, del Codice Civile ha fortemente condizionato il quadro generale.

 

Riguardo al trattamento tributario non possiamo non confermare le nostre perplessità sull’indifferenza del legislatore rispetto all’area dei destinatari delle iniziative di Terzo Settore: si è abbandonata la scelta prioritaria in favore delle categorie più disagiate (che caratterizzava la disciplina delle Onlus) per adottare una linea che considera sullo stesso piano tutte le attività di interesse generale chiunque ne sia destinatario ed a prescindere dalle loro finalità sociali.

 

La stessa abolizione delle Onlus, non prevista dalla legge delega 106/16 che si limitava al loro riordino, appare viziata da incostituzionalità per eccesso di delega e crea seri problemi per l’importanza che questi enti hanno assunto dall’approvazione della legge 460/97 nella assistenza e tutela delle categorie più disagiate.

 

Colpisce anche la decisione del nuovo Governo (Conte), che ha eliminato dallo schema di decreto correttivo approvato dal precedente Governo (Gentiloni) la norma che consentiva a gran parte delle onlus di assumere la qualifica di impresa sociale: si tratta di tutte le ex IPAB, trasformatesi in associazioni e fondazioni di diritto privato. Questi enti, in relazione al grado di presenza nei propri organi deliberanti di componenti di designazione pubblica, sono escluse dal decreto sulle imprese sociali.

 

Né si comprende il motivo che ha condotto il Governo Conte a ignorare i pareri delle competenti Commissioni parlamentari  (sede in cui era intervenuta anche Uneba) sul decreto correttivo del Codice circa le modalità di devoluzione del patrimonio nei casi di associazioni o fondazioni costituite da enti religiosi, impedendo di fatto a questi di istituire enti di terzo settore.

 

Uneba è sempre stata favorevole alla Riforma del Terzo Settore e ne ha accompagnato e sostenuto le ragioni, fin dalle prime Linee guida governative, alla discussione parlamentare, al complesso iter dei decreti attuativi e di quelli correttivi e integrativi; e intende continuare in questa linea di leale e trasparente sostegno. 

 

Ma Uneba chiede anche che vengano rapidamente emanati gli atti che impediscono la piena applicazione della Riforma e che le rappresentanze del Terzo Settore vengano effettivamente coinvolte nei diversi passaggi. E questo vale particolarmente per i settori socioassistenziali, sociosanitari e socioeducativi nei quali un costruttivo rapporto con il potere esecutivo e con la pubblica amministrazione, in tutti i loro livelli centrali e locali, è di vitale importanza per lo sviluppo della comunità.

 

Tutti gli articoli di www.uneba.org sulla Riforma del Terzo Settore

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