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	<title>UNEBA - Unione Nazionale Istituzioni e Iniziative di Assistenza Sociale [ www.uneba.org - info@uneba.org ]</title>
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	<description>Il punto di incontro per trovare tutte le notizie e le informative grazie ad Uneba</description>
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		<title>Incontinenza: quello che fanno le Asl per gli anziani non basta</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>uneba</dc:creator>
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		<category><![CDATA[incontinenza]]></category>

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		<description><![CDATA[ <p style="margin-bottom: 0cm">Indagine di Fondazione Italiana Continenza e Istud</p> <p style="margin-bottom: 0cm"><br /> </p> ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;"><a href="http://www.contenuti-web.com/" target="_blank">Fondazione Italiana Continenza</a> e <a href="HTTP://WWW.ISTUD.IT" target="_blank">Istud</a> hanno realizzato la ricerca <strong>“Gestione dell’Incontinenza nell’anziano: appropriatezza e sostenibilità”</strong>. Si tratta di un&#8217;analisi su un problema che riguarda da vicino gli enti associati Uneba: si stima che circa <strong>il 70% degli anziani in rsa o casa di riposo abbia problemi di continenza.</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">L&#8217;indagine ha coinvolto 19 aziende sanitarie in <strong>Piemonte, Lombardia, Toscana e Campania</strong>. Considerando (per ragioni metodologiche) solo 14 di queste, il numero di persone assistite o a cui sono stati forniti ausili per l&#8217;incontinenza è di 77.346 nel 2009.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Intervistate anche 98 persone con problemi di incontinenza.</p>
<ul>
<li><a href="http://www.contenuti-web.com/saratimages/areainformativa_dwnld2_882252592.pdf" target="_blank"><strong>Presentazione della ricerca</strong></a></li>
<li><a href="http://www.contenuti-web.com/saratimages/areainformativa_dwnld1_182749303.pdf" target="_blank"><strong>Sintesi dei risultati</strong></a></li>
<li><strong><a href="http://www.contenuti-web.com/materialipazienti/materialedivulgativo_pdf_194122444.pdf" target="_blank">Comunicato stampa</a> </strong></li>
</ul>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong>Alcuni spunti tratti dall&#8217;indagine</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Gli ausili più usati sono, da una parte, <strong>pannoloni sagomati e pannoloni a mutandina</strong>,e dall&#8217;altra <strong>cateteri intermittenti standard idrofilici o pregellati</strong>.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">I 98 intervistati dedicano alla gestione dell&#8217;incontinenza in media<strong> 53 minuti al giorno </strong>e in media 3 volte all&#8217;anno si presentano da un medico specializzato.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il 28% dei pazienti è costretto a integrare personalmente le forniture dei prodotti perché <strong>quelli passati dall&#8217;azienda sanitaria non bastano. </strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">“Emerge -si legge nella conclusioni dell&#8217;indagine . un forte disagio sociale e un <strong>elevato carico assistenziale ed economico per pazienti e care-givers</strong>, di cui i responsabili del servizio presso le Asl risultano non consapevoli&#8221;.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">“Il Servizio Sanitario Nazionale identifica come criterio base per la scelta degli ausili da mettere a disposizione delle persone incontinenti il<strong> fattore costo, spesso indipendentemente dalla qualità tecnica dei prodotti </strong>e altrettanto spesso <strong>minimizzando se non ignorando i bisogni e le aspettative dei pazienti”.</strong></p>
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		<title>Lavoro di domenica o notturno: da pagare come straordinario o come ordinario festivo?</title>
		<link>http://www.uneba.org/lavoro-di-domenica-o-notturno-da-pagare-come-straordinario-o-come-ordinario-festivo/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>uneba</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uneba]]></category>

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		<description><![CDATA[ <p style="margin-bottom: 0cm">Il compenso che spetta ai dipendenti in base all'applicazione corretta degli articoli 52 e 53 del contratto nazionale Uneba</p> ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;">Quando il lavoratore che lavora in giorno festivo ha diritto al pagamento di ore extra e maggiorazione, per lo <strong>straordinario</strong>? Quando, invece, il lavoro domenicale da diritto alla maggiorazione per il <strong>lavoro ordinario festivo</strong>?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Trovate nella parte riservata del sito, in corrispondenza di questa notizia, l&#8217;<strong>approfondimento curato dalla segreteria nazionale Uneba</strong> su questi temi, a partire dalla corretta <strong>applicazione dell&#8217;articolo 52 e dell&#8217;articolo 53 del contratto Uneba</strong>. Attraverso esempi, si chiarisce quanto pagare per straordinario e quanto per lavoro festivo, quando lo straordinario può essere compensato con festivo e che differenze ci sono nel calcolo dello spettante per chi lavora la sera e notte del sabato o della vigilia di festivo.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Lo spunto per questo articolo nasce dal quesito posto da un ente associato (il cui nome, ovviamente, teniamo riservato) ed inviato a info@uneba.org</p>
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		<title>La situazione dell&#8217;occupazione nel terzo settore</title>
		<link>http://www.uneba.org/la-situazione-delloccupazione-nel-terzo-settore/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>uneba</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uneba]]></category>
		<category><![CDATA[no profit]]></category>
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		<category><![CDATA[terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[unicredit]]></category>

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		<description><![CDATA[ <p style="margin-bottom: 0cm">Indagine di Unicredit Foundation sul non profit</p> <p style="margin-bottom: 0cm"><br /> </p> ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;">Mettiamo a disposizione nella parte riservata del sito, in corrispondenza di questa notizia, la “<strong>Ricerca sul valore economico del terzo settore in Italia 2012</strong>” realizzata da <a href="http://www.unicreditfoundation.org/" target="_blank">Unicredit Foundation</a>.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il terzo settore conta 235 mila organizzazioni, 488 mila lavoratori, e pesa per il <strong>4,3% sul Pil.</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Si stima che nelle imprese sociali siano impiegati, a fine 2009, circa 357 mila dipendenti. Trovate qui sotto <strong>le tabelle relative alla situazione dell&#8217;occupazione nel terzo settore, tratte dal Rapporto</strong>: quanti dipendenti hanno mediamente gli enti non profit? Sono aumentati o diminuiti negli ultimi anni? I contratti a tempo <strong>determinato </strong>sono stati rinnovati? Si fa ricorso a <strong>collaboratori</strong>? Chi si occupa di <strong>fund raising</strong>?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il Rapporto approfondisce anche la struttura delle istituzioni, le risorse economiche e le fonti di finanziamento, reputazione e valore sociale dell&#8217;operato del non profit.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Nell&#8217;indagine si dividono gli enti del terzo settore in tre categorie a seconda della funzione svolta:</p>
<ul>
<li>funzione di advocacy (difesa di interessi): rientrano in questa categoria tutte le associazioni, le APS, le ODV e i comitati e la maggior parte degli enti ecclesiastici. Appartiene a quest&#8217;ambito circa l&#8217;80% degli enti intervistati da Unicredit Foundation</li>
<li>funzione produttiva:le cooperative e leimprese sociali, le ONG e gli enti ecclesiastici che vendono servizi</li>
<li>funzione erogativa: le fondazioni</li>
</ul>
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		<title>Nuove regole Ecm: ecco l&#8217;accordo sulla formazione continua in medicina</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>uneba</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uneba]]></category>
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		<category><![CDATA[formazione continua]]></category>
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		<category><![CDATA[punti]]></category>

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		<description><![CDATA[Servono 150 crediti Ecm nel triennio, e almeno 25 all'anno. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;">Sono <strong>cambiate le regole per gli Ecm.</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">L&#8217;<strong>accordo sulla formazione continua in medicina</strong> siglato il 19 aprile, infatti, è stato pubblicato lunedì 14 maggio sulla Gazzetta Ufficiale.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong><a href="http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=8882" target="_blank">Trovate qui l&#8217;accordo con gli allegati ed una presentazione dettagliata</a></strong>: i principi sono quelli delineati nel documento che era stato portato all&#8217;esame della Conferenza Stato Regioni e che avevamo presentato <a href="http://www.uneba.org/verso-nuove-regole-per-gli-ecm-ecco-cosa-cambia-per-crediti-formativi-e-accreditamento-dei-provider/" target="_blank">qui</a>.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ecco alcuni contenuti dell&#8217;accordo Ecm (dalla sintesi di Quotidiano Sanità).</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Confermati in <strong>150 i crediti formativi richiesti complessivamente per il triennio. </strong>Per ogni anno i professionisti dovranno acquisire un minimo di 25 crediti e un massimo di 75. Sarà possibile farsi riconoscere anche un <strong>massimo di 45 crediti riportati dal triennio precedente 2008-2010.</strong> Maggiore flessibilità per i liberi professionisti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Gli Ordini, i Collegi, le Associazioni professionali e le relative Federazioni, oltre ad avere un ruolo nella certificazione della formazione, hanno un ruolo attivo nell’organizzazione di corsi, <strong>anche in materie tecnico professionali.</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Sono 29 le aree in cui si articolano gli obiettivi formativi dei corsi, che vanno a comporre il “dossier formativo individuale di ciascun professionista, che dovrà bilanciare obiettivi formativi di sistema (con tematiche valide per tutti), obiettivi formativi di processo (con tematiche legate al miglioramento della qualità dei processi nella specifica area sanitaria in cui si opera) e obiettivi formativi tecnico-professionali (rivolti all’acquisizione di conoscenze e competenze nel settore di attività).</p>
]]></content:encoded>
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