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Fare rete e fare prevenzione, due ricette per il bene dei minori: il ministro Poletti incontra Uneba

Fare rete tra tutte le istituzioni e investire in prevenzione sono due strade per garantire un futuro di speranza ai minori, anche quelli nelle situazioni più disagiate.
E’ il messaggio conclusivo di “Bambini e ragazzi, quale futuro?”, convegno nazionale Uneba.
Alla giornata conclusiva è intervenuto il ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti.

L’INTERVENTO DI POLETTI

Andrea Blandi, responsabile nazionale della formazione di Uneba, e Franco Massi, presidente nazionale di Uneba, hanno ringraziato il ministro per il suo operato, e presentato il percorso di Uneba le sue richieste alla politica. “Non chiediamo miracoli – ha detto Massi- ma prospettive e risorse realistiche. Certezze per poter programmare il futuro”.
Poletti ha aperto il suo intervento con un ringraziamento agli enti e ai lavoratori di Uneba: “Grazie per quello che fate, se l’Italia è meglio di quello che potrebbe essere, è grazie a voi”.

Ha poi sottolineato l’importanza della collaborazione e del fare rete.
“Nessuno – ha detto Poletti – è sufficiente a sé: non lo è la politica, non lo è l’azione sociale, non lo è l’azione economica. Abbiamo bisogno di grande integrazione e di capacità di dialogo. Abbiamo bisogno di coprogettare, di costruire una cultura e una consapevolezza condivise”.
Un esempio di questa collaborazione lo ha portato lo stesso Poletti: la “rete di protezione sociale” prevista dalla nuova legge sul Reddito di Inclusione.
“Una rete che metta in relazione tutti: Stato, Regione e Comuni, volontariato associazioni e scuola, con capacità di condivisione. Spero che la Riforma del Terzo Settore ci aiuti in questa direzione”.
Riforma che però non è ancora completa.
“Il mio primo impegno è che la Riforma arrivi a pieno compimento: stiamo lavorando ogni giorno per atti e circolari, e ringrazio il Forum del Terzo Settore per la collaborazione”.

Anche il ministro ha insistito sulla prevenzione. “Dobbiamo introdurre una nuova logica di bilancio: non più misurare solo quanto costa fare le cose, ma anche quanto costa o può costare non farlo: e quindi prevenire, anticipare le situazioni, pensare in termini di investimenti e non di spese“.
“Dobbiamo introdurre una nuova logica di bilancio: non più misurare solo quanto costa fare le cose, ma anche quanto costa o può costare non farlo: e quindi prevenire, anticipare le situazioni, pensare in termini di investimenti e non di spese. In questo modo hai fatto socialmente bene, perché hai evitato il nascere di problemi sociali, ma hai pure fatto bene dal punto di vista economico”.

ALCUNE ALTRE VOCI

Nel trattare “L’impresa sociale come nuova frontiera per l’occupazione dei giovani”, Eleonora Vanni, presidente di Legacoopsociali, ha ribadito la centralità del tema delle competenze e della socializzazione al lavoro, e il valore dell’impresa sociale come una delle forme più funzionali a proporre innovazione

Claudia Fiaschi del Forum Terzo Settore ha evidenziato che al fianco dei Neet, giovani che non studiano e non lavorano, c’è la generazione startup, che accetta la scommessa del futuro. “Dov’è il delta, la differenza tra i neet e i giovani che ce la fanno? -si è chiesta e ha risposto -In coraggio, tenacia, umiltà, utilizzo della tecnologia per collegarsi e non per isolarsi, alta capacità di socialità”.


Ha cercato di fare sintesi dei risultati del convegno e degli workshop Simone Olianti, docente della Scuola superiore di scienze dell’educazione San Giovanni Bosco. Ed è volato alto.“Noi esseri umani – ha detto Olianti -. esistiamo solo se amati e riconosciuti, e di questo i bambini hanno un bisogno assoluto. Si parla tanto di libertà, ma la libertà senza responsabilità è pericolosa. Un’etica della cura e della responsabilità è fondamentale per fare assistenza alle persone.
Prendersi cura di loro dà senso alla vita dei bambini e dei ragazzi, ed anche alla nostra. Lavorando insieme, e puntando sulla prevenzione, si può vincere, si possono ottenere risultati preziosi”.

LA POLITICA SICILIANA

L’assessore alle politiche sociali della Regione Sicilia Mariella Ippolito ha promesso ai convegnisti particolare attenzione al tema dei minori stranieri non accompagnati: “vogliamo ripensare le politiche di accoglienza. “Per l’infanzia siciliana, invece – ha annunciato – sono in fase di attuazione provvedimenti legislativi a sostegno delle comunità alloggio per minori con a carico provvedimenti dell’Autorità giudiziaria”.

L’assessore ai servizi sociali del Comune di Catania Fortunato Parisi nel suo saluto iniziale ha ribadito a Uneba la sua piena disponibilità a collaborare. “Il lavoro di squadra – ha detto l’assessore – potrà continuare a dare risultati importanti”.

INFO
Qui tutti gli articoli sul convegno.

”Bambini e ragazzi, quale futuro” è possibile grazie al sostegno di Softwareuno, Medicair, Accura, Cba, Unisalute e Oda Catania.

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