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Esperti Uneba – Sessanta tagli per il non profit nella manovra d’estate

La manovra d’estate 2011 (decreto legge 98/11, convertito con legge 111/11) contiene una serie di tagli a detrazioni e deduzioni fiscali attualmente in vigore. Oltre 400 sconti tra esenzioni, deduzioni e detrazioni quali spese universitarie, rette per l’asilo nido, spese edilizie. Di queste, una sessantina colpiscono direttamente o indirettamente il mondo del non profit.

Il decreto prevede infatti una graduale riduzione delle agevolazioni fiscali nel caso in cui le riforme fiscali e previdenziali non vedessero la luce entro il 30 settembre 2012. In particolare è prevista una riduzione degli sconti del 5% per il 2012 e del 20% per il 2013. Allo stato attuale non è dato sapere come agiranno queste riduzioni, ma tentiamo di fare delle ipotesi.

Inizialmente il decreto legge 98/11 prevedeva una maggiore dilazione, ovvero: riforme entro il 30 settembre 2013 e riduzione degli sconti nel 2013 e 2014.

L’art.1, comma 6 del decreto legge 138/11 (Manovra di Ferragosto), in vigore dal 13 agosto scorso, ora in fase di conversione, prevede però l’anticipo di un anno sulla stretta fiscale.

Legge “+Dai-Versi”

Il decreto legge 35/05 consente dal 2005 la deduzione, quindi l’abbattimento diretto dal reddito, del 10% delle erogazioni liberali in denaro o in natura effettuate al non profit, con un massimale di 70.000 euro. Si tratta del progetto della campagna “Più dai meno versi”.

L’agevolazione in questione è usata da circa 600 mila contribuenti, tra privati ed aziende. Il Ministero con il taglio del 20% di questa deduzione, prevede un risparmio di 62,7 milioni di euro annui. Dati gli scaglioni Irpef per le persone fisiche, non è possibile intuire come potrà funzionare la riduzione proposta dal Governo. Molto probabilmente si potrebbe parlare di una franchigia minima, quale quella prevista per le spese sanitarie. In ogni caso il decreto legge 35/05 perderebbe l’interesse riscosso in questi anni.

Più agevole è il ragionamento per le detrazioni (riduzione dell’imposta, non del reddito) delle liberalità. Attualmente le erogazioni liberali alle onlus e agli altri enti del non profit sono detraibili dall’imposta nella misura del 19%. Una riduzione del 5% si traduce in una detraibilità del 18,05%; una riduzione del 20% in una detraibilità del 15,2%. Se ora con una liberalità di 1.000 euro si risparmiano 190 euro, nel 2012 si risparmieranno 180,50 euro e nel 2013 152 euro.

Redditività ex legge 398/91

L’agevolazione riguarda la tassazione delle attività commerciali delle associazioni non profit. La norma consente di calcolare in maniera forfettaria il reddito, applicando al fatturato un coefficiente pari al 3%. Sul reddito così calcolato si paga il 27,5% di Ires. Tale coefficiente passerà al 3,15% nel 2012 e al 3,60 nel 2013.

Tradotto: ogni 100 euro oggi si pagano imposte per 0,83 euro, nel 2012 per 0,87 euro e nel 2013 per 0,99 euro.

Il Governo conta di risparmiare 31 milioni di euro dal taglio di tale agevolazione.

Raccolte fondi e quote sociali

Oggi le raccolte pubbliche di fondi e le quote sociali sono decommercializzate, rispettivamente ai sensi dell’art. 143 e 148 del Tuir.

La riduzione dell’agevolazione in questione potrebbe tradursi in una ritenuta del 5% prima e del 20% poi.

La tassazione così effettuata però andrebbe a colpire le entrate lorde, senza considerare la deduzione di spese.

5 per mille

Dal 2012 i contribuenti potranno destinare la propria quota del 5 per mille Irpef al finanziamento alle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici. Sicuramente il patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico italiano merita tutta la nostra attenzione, ma d’altra parte il continuo ampliamento della schiera dei beneficiari del 5 per mille rischia di diventare una “guerra tra poveri” senza vincitori.

Donatello Ferrari

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