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Esperti Uneba – Confermato il 5 per mille. Ma con il tetto massimo di 400 milioni

La legge di stabilità 2014 ha riconfermato anche per la dichiarazione dei redditi 2014, redditi 2013, il cinque per mille, conservando comunque il tetto massimo di 400 milioni.

Per il nono anno di fila viene rinnovata l’opzione del cinque per mille. E’ prevista la possibilità per i contribuenti di destinare una quota del 5 per mille Irpef anche con le dichiarazioni relative ai redditi 2013. Lungi dall’essere stabilizzato – nessuno degli emendamenti proposti in commissione sono stati recepiti – il cinque per mille porta comunque con se anche per il 2014 il tetto massimo di spesa di 400 milioni.

Ma così. per dirla con le parole della Corte dei Conti “il tetto di spesa annuo è in contrasto con le determinazioni dei contribuenti, riducendo, di fatto, la percentuale del contributo”.

A causa di questo meccanismo del tetto di spesa fissato a 400 milioni, dal 2009 al 2011 sono stati sottratti agli enti beneficiari 198 milioni, dato che le scelte dei contribuenti sono state: 444 milioni nel 2009; 463 nel 2010 e 487 nel 2011.

Anche per il 2014 gli enti dovranno iscriversi nelle liste dei potenziali beneficiari con le regole fissate per il 2010.

Per gli enti del volontariato l’iscrizione dovrà essere effettuata entro il 7 maggio 2014. La scadenza successive sono quella del 30 giugno per l’invio della dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà. Infine entro un anno dalla ricezione delle somme, gli enti dovranno redigere un’apposita rendicontazione su come li hanno impiegati (per importi superiori a euro 20.000, la rendicontazione va spedita al ministero che ha erogato le somme).

Con riferimento alla rendicontazione, la Corte dei Conti, con la citata deliberazione, rileva la sua inutilità data la difficoltà per i ministeri di verificare la veridicità della stessa; per tale motivo si suggerisce di disporre che sia sufficiente l’inserimento delle somme in oggetto nei bilanci annuali e l’integrazione nella relazione della destinazione dei fondi.

Donatello Ferrari

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