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Esperti Uneba – Come ci si regola con le pause?

Come vanno regolate le pause durante l’orario di lavoro? Quanto lunghe devono essere? Vanno conteggiate nel salario? In che modo?

Sulla questione pubblichiamo qui di seguito un chiarimento a cura dei nostri esperti. Lo stesso si trova anche nella parte riservata del sito, a cui possono accedere, da qui o cliccando sul collegamento in basso a destra, gli enti associati Uneba. La parte riservata, alla voce Quesiti, contiene infatti un vero giacimento di risposte alle comuni casistiche di applicazione del contratto Uneba: insomma, soluzioni pratiche alle pratiche questioni con cui gli enti possono avere quotidianamente a che fare. Queste domande con risposte di esperti sono un servizio in più che Uneba offre ai suoi associati. Tutte le informazioni sull’accesso alla parte riservata le trovate qui.

 

Ccnl Uneba e regolamentazione delle pause

L’art.8 del d.lgs. 6 aprile 2003 n.66 stabilisce quanto segue:

(comma 1) Qualora l’orario di lavoro giornaliero ecceda il limite di sei ore, il lavoratore deve beneficiare di un intervallo per pausa, le cui modalità e la cui durata sono stabilite dai contratti collettivi di lavoro, ai fini del recupero delle energie psico-fisiche e della eventuale consumazione del pasto anche al fine di attenuare il lavoro monotono e ripetitivo.

(comma 2) Nelle ipotesi di cui al comma 1, in difetto di disciplina collettiva che preveda un intervallo a qualsivoglia titolo attribuito, al lavoratore deve essere concessa una pausa anche sul posto di lavoro, tra l’inizio e la fine di ogni periodo giornaliero di lavoro, di durata non inferiore a dieci minuti e la cui collocazione deve tener conto delle esigenze tecniche del processo lavorativo

Il decreto citato recepisce le direttive europee 93/104/CE e 2000/34/CE. Esso – in mancanza di una norma collettiva – stabilisce un trattamento minimo inderogabile a vantaggio di tutti i lavoratori, a condizione che il loro orario giornaliero superi le 6 ore.

Il CCNL Uneba non tratta l’argomento pause.

La Circolare del Ministero del lavoro e delle politiche sociali n.8 del 3 marzo 2005, al punto 13, stabilisce che le pause non sono retribuite.

Che fare?

Non risultando l’istituto della pausa contrattualmente regolato, si deve applicare la previsione obbligatoria minima di legge, pari a 10 minuti al di sopra delle 6 ore giornaliere.

Non essendo la pausa retribuita, si hanno varie opzioni:

  • allungare di 10 minuti l’orario giornaliero a parità di salario
  • allungare di 1 ora l’orario settimanale a parità di salario
  • addebitare la pausa in Banca-ore (in modo che possa venire recuperata) a parità di salario
  • decurtare le R.o.L. annuali di circa 8 giornate a parità di salario
  • decurtare il salario del valore corrispondente alla pausa

2 Commenti presenti

  1. In data 14 settembre 2016 alle 16:44 codruta somesan ha scritto:

    chi puo fare coordinatore in una struttura per disabili o casa di riposo ,che qualifica deve avere

  2. In data 4 ottobre 2016 alle 14:31 bisagno ha scritto:

    In teoria, tutti gli operatori di assistenza possono fare i coordinatori. La scelta spetta al datore di lavoro, poiché comporta una responsabilità verso gli assistiti, i loro familiari ed…il mondo esterno.
    Non è richiesta una qualifica particolare, generalmente si tratta di OSS, infermieri, educatori professionali, assistenti sociali ecc.
    Cordiali saluti,
    Uneba

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