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E’ mancato Sergio Gambarotto, presidente di Uneba Verona

E’ improvvisamente mancato, a causa di un attacco cardiaco, lunedì 27 febbraio Sergio Gambarotto (nella foto), presidente di Uneba Verona, direttore generale della Pia Opera Ciccarelli di San Giovanni Lupatoto (Vr), una struttura che conta su 6 sedi, accoglie 650 ospiti ed ha 800 dipendenti.

Gambarotto lavorava per la Pia Opera Ciccarelli dal 1974: era entrato come impiegato.

Pubblichiamo qui sotto gli articoli de L’Arena di martedì 28 febbraio con la cronaca di quanto avvenuto ed i dettagli oltre ai commenti di colleghi ed amici.

Alla famiglia di Gambarotto ed a tutta la Pia Opera Ciccarelli le più sentite condoglianze di Uneba Veneto.

E’ morto Sergio Gambarotto, il direttore della Pia Opera

Un infarto ha stroncato ieri mattina Sergio gambarotto, direttore generale della Pia Opera Ciccarelli. Aveva 59 anni. Il manager della casa per anziani lupatotina (che ha sei sedi, 800 dipendenti e 650 ospiti) è stato colpito da un attacco cardiaco verso le 9, mentre si trovava nell´ufficio di monsignor Carlo Vinco, parroco di San Floriano ma anche presidente della Fondazione Pia Opera ciccarelli.
Gambarotto si era recato nella frazione di san Pietro in Cariano per sottoporre delle pratiche a don Vinco e raccogliere alcune sue firme. Appena arrivato si è sentito male ed ha avvertito don Carlo. Sono state le sue ultime parole. Il sacerdote ha subito chiamato il 118.
Nel giro di pochissimi minuti l´ambulanza della Croce Verde è arrivata. Il manager (che si sottoponeva a controlli sanitari periodici e quasi ogni giorno nuotava) è stato condotto all´ospedale di Negrar, dove a nulla sono però valsi i tentativi dei medici di rianimarlo. Poco prima delle 10 Gambarotto si è spento.
Il sacerdote aveva nel frattempo avvertito del grave malore gli uffici centrali della Pia Opera. La vicedirettrice dell´istituto, Elisabetta Elio, ha subito cercato la moglie di Gambarotto, la signora Milena, che presta servizio nella casa per lungodegenti come parrucchiera. Insieme sono partite per l´ospedale, dove però per Sergio Gambarotto non c´era più nulla da fare. Anche il padre di Gambarotto era morto d´infarto quand´egli era un bambino di 9 anni.
Nel giro di pochi minuti la notizia della morte di Gambarotto si è diffusa a San Giovanni Lupatoto, dove il manager era molto conosciuto e stimato sia per il ruolo rivestito alla Pia Opera – sovrintendeva anche alla scuola materna collegata all´istituto – sia per la consolidata presenza della sua famiglia. Nei tre piani della casa per anziani tutti si sono guardati in faccia esterrefatti: dai suoi fidati collaboratori, come il dottor Domenico Marte (al suo fianco da 30 anni), ai colleghi d´ufficio, al personale che presta servizio agli oltre duecento degenti. Nessuno ci credeva. Tutti erano increduli perché Sergio Gambarotto in paese “era” la Pia Opera Ciccarelli. Era entrato nell´istituto poco dopo il diploma in ragioneria, nel 1974, come impiegato. Nel giro di pochi anni era diventato segretario dell´ente conquistandosi la fiducia dei parroci che si sono susseguiti alla guida dalla Fondazione. Ma non solo dei parroci. Gambarotto era, in quegli anni, il braccio operativo di Giuseppe Ghini, l´ex sindaco di San Giovanni Lupatoto che, con il benestare della curia, aveva trasformato dalla metà degli anni Ottanta la casa di riposo da ricovero per vecchi in moderna casa per anziani, diventata (anche per il modo di gestire e di programmare l´attività) un modello a livello regionale. Gambarotto era infatti punto di riferimento sia per gli uffici veneziani che si occupano di assistenza, sia per i direttori delle case per anziani del veronese. Faceva inoltre parte del consiglio di amministrazione dell´Istituto assistenza anziani di Verona. Uno dei primi ad essere posto a conoscenza della sua scomparsa è stato il sindaco Fabrizio Zerman che ha commentato così: «Sergio era un mio amico. Lo conoscevo dai tempi di scuola e con lui ho fatto per anni lunghe partite a tennis. Sono sconvolto da questo lutto, che è un dolore mio e una perdita per tutta la comunità». Oltre alla moglie, Sergio Gambarotto lascia i figli adulti Elia e Luca e la piccola Annachiara.

“Mi ha detto: sto male. E subito si è accasciato”

Monsignor Carlo Vinco, da sette anni presidente della Pia Opera Ciccarelli e da oltre 15 componente del consiglio direttivo, racconta così i concitati momenti del malore di Sergio Gambarotto.

«Appena entrato nel mio ufficio», dice qualche ora dopo, ancora scosso, «mi ha detto: don Carlo sto male, forse sto facendo un infarto. E si è accasciato sulla sedia. Mi sono reso conto subito che si trattava di qualcosa di grave e ho chiamato il 118».

«I soccorsi sono stati veloci», prosegue don Vinco nel ripercorrere le drammatiche tappe del mattino, «sono infatti arrivati nel giro di brevissimo tempo e hanno trasportato Sergio all´ospedale. Ma il colpo subito dal suo cuore è stato evidentemente troppo forte».

Continua monsignor Carlo Vinco: «Sergio era la Pia Opera, l´aveva praticamente realizzata in 40 anni di servizio. Proprio per aver raggiunto i 40 anni di servizio avrebbe dovuto andare in pensione, ma il decreto Monti gli aveva prolungato la permanenza al lavoro di altri tre anni».

«Ne scherzavamo ogni tanto», sottolinea monsignor Vinco, «e gli dicevo che il presidente Mario Monti aveva voluto fare in questo modo un piacere a me. Era un lungimirante, che davvero sapeva vedere lontano e una persona unica, oltre che un punto di riferimento per l´assistenza in Veneto. Con lui avevo un forte legame. Una scomparsa repentina e assai dolorosa»

“Manager competente e di grande umanità”

Dolore e rammarico per aver perso un manager del settore socio-sanitario competente, sempre attento alle persone bisognose. Ha suscitato profondo cordoglio anche fra gli amministratori del Comune di Verona l´improvvisa scomparsa di Sergio gambarotto, direttore generale della Fondazione Pia Opera Ciccarelli, nonché consigliere di amministrazione dell´Istituto assistenza anziani. La Pia Opera, lo ricordiamo, gestisce la residenza per anziani Casa Serena, a San Michele Extra, e i Centri diurni per malati di Alzheimer Achille Forti, all´interno della stessa Casa Serena, e il Berto Barbarani vicino al policlinico di Borgo Roma. «Verona perde una persona dotata di grande professionalità e di profonda umanità», dice Stefano Bertacco, assessore ai servizi sociali del Comune scaligero. «Spesso, in situazioni di difficoltà, Sergio ha saputo trovare risposte adeguate per i cittadini di Verona». Affranto Pierluigi Paloschi, assessore alle finanze: «Sergio era un amico, una brava persona e un dirigente serio e molto capace». E Ottavio Contolini, presidente dell´Istituto assistenza anziani, ricorda gambarotto come «uomo di esperienza ed equilibrio. La sua nell´Iaa era una posizione delicata, essendo anche direttore della Pia Opera, ma l´equilibrio ha sempre prevalso e noi abbiamo sempre beneficiato della sua grande esperienza». Stefano Valdegamberi, consigliere regionale e comunale dell´Udc, ex assessore regionale ai servizi sociali, ricorda: «L´ultima volta che ci siamo visti a San Giovanni ci teneva a mostrarmi con orgoglio gli ultimi lavori per riqualificare la casa di riposo. Sergio era un amico, un grande manager del sociale che sapeva coniugare capacità organizzative e gestionali alla ferrea volontà di dare il meglio per gli anziani e per le persone più deboli».

Si preparava a correre da sindaco

Sergio Gambarotto aspirava a diventare sindaco. Proprio in questi giorni stava lavorando con alcuni amici alla costruzione di una lista civica della quale doveva essere a capo per competere alle amministrative di maggio.

Di questa sua discesa in campo si parlava da qualche mese. gambarotto avendo raggiunto la massima anzianità contributiva, aveva preso in considerazione l´ipotesi di andare in pensione e di mettersi in corsa per fare il sindaco. Confessava agli amici a proposito di una possibile candidatura: «È vero, ci sto ragionando seriamente».

Avrebbe dovuto essere a capo di una lista di centro in grado di ottenere l´appoggio o di allearsi con il resto della galassia delle civiche e di altre forze politiche presenti nel panorama politico lupatotino.

Se fosse diventato sindaco, avrebbe comunque mantenuto una responsabilità primaria nella Fondazione Pia Opera Ciccarelli.

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