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Contratto Uneba – Proseguono le trattative

Contratto Uneba - I sindacati accettano l’utilizzo di maggiori flessibilità nel nostro lavoro ma chiedono contenimento, controllabilità, diritti minimi e priorità di accesso al lavoro stabile. L’aumento degli intervalli nel contratto a termine, introdotti dalla riforma del lavoro, congiuntamente giudicato una inutile ed improduttiva perdita di reddito.

Martedì 18 settembre a Firenze si è tenuto il secondo incontro con le organizzazioni sindacali finalizzato al rinnovo del CCNL Uneba.

Procedendo per tappe progressive, Uneba e organizzazioni sindacai stanno rivedendo tutta la parte normativa, sia per adeguarla all’evoluzione legislativa nel frattempo intervenuta, sia per introdurre nuovi istituti di flessibilità e produttività.

Nell’incontro sono stati affrontati i primi argomenti: apprendistato – contratto a termine – contratto intermittente (c.d. “a chiamata”) – part time – salute e sicurezza.

L’apprendistato ed il contratto intermittente potranno non avere, nel settore Uneba, un utilizzo estensivo per loro intrinseche limitazioni, tuttavia essi rappresentano pur sempre un’opportunità.

I sindacati non sono pregiudizialmente contrari alle varie forme di lavoro “precario”, ma chiedono:

  1. contenimento del fenomeno nel settore
  2. governabilità del fenomeno, o quanto meno controllabilità attraverso opportuni flussi informativi
  3. garanzia per il lavoratore precario di alcuni diritti minimi garantiti
  4. diritto di priorità del lavoratore precario rispetto ad assunzioni a tempo indeterminato per le stesse mansioni
  5. carattere di sperimentalità in alcuni casi

L’Uneba ha espresso un sostanziale consenso su questi obiettivi di carattere generale, salvo entrare nel merito, soprattutto per evitare di introdurre, di fatto, nuove forme di rigidità al sistema.

Un comune giudizio negativo è stato espresso dalle parti sull’allungamento degli intervalli tra un contratto a termine e l’altro, introdotto dalla Riforma del lavoro (Legge 28.6.12 n.92). Si tratta di una inutile perdita di reddito per il lavoratore, senza alcun riflesso né rispetto alla lotta alla precarietà né alla protezione del lavoro precario. Nel settore socio-assistenziale, questa riforma può tradursi anche in perdita di opportunità lavorative e deterioramento della qualità del servizio. Le parti si sono ripromesse di utilizzare le possibilità di deroga nell’ambito della contrattazione collettiva settoriale.

11 Commenti presenti

  1. In data 21 settembre 2012 alle 09:15 Laura ha scritto:

    salve, apprendo che finalmente si è ripresa la trattativa ma ci saranno degli adeguamenti a livello economico? sono oss livello 4s. grazie

  2. In data 23 settembre 2012 alle 12:18 Andrea Secci ha scritto:

    Considerando che ormai siamo allo scadere del terzo anno di ritardo sul rinnovo del contratto sarebbe bello sapere se vi è una calendarizzazione dei prossimi incontri tra le parti e quando verrà trattata la componente economica.
    Già sulla questione normativa ci sono enormi dubbi sulla questione della precarizzazione del lavoro nel settore. Se da un lato è comprensibile il tentativo da parte delle aziende, dall’altro fa male sapere che questo avviene con l’avvallo da parte delle organizzazioni sindacali.
    Da lavoratore dipendente di una RSA che applica il contratto UNEBA non posso che incrociare le dita.
    Andrea Secci

  3. In data 1 ottobre 2012 alle 16:02 redazione www.uneba.org ha scritto:

    Gentile signor Secci,
    La calendarizzazione c’è: i prossimi incontri tra Uneba ed organizzazioni sindacali saranno il 17 ed il 31 ottobre.

    Quanto al lavoro a termine, nel nostro settore serve quasi esclusivamente per coprire le assenze. .Vi sono poi casi in cui l’Ente pubblico ci richiede servizi con convenzioni a termine senza garanzie di rinnovo. Assumere lavoratori su base perpetua, in tali casi, significherebbe che in ipotesi di mancato rinnovo della convenzione non si saprebbe cosa farne. Comodo, ma costoso.
    C’è sì da incrociare le dita, ma non per quello che pensa lei…

  4. In data 11 ottobre 2012 alle 10:01 Omar ha scritto:

    Oggi è giusto preoccuparsi di adeguamenti economici visti i ritardi, ma la questione primaria è tenere in vita gli enti.
    Solo così si potranno continuare i servizi e garantire posti di lavoro.
    Per fare questo occorre una valanga di solidarietà e spirito di sacrificio, che mi auguro travolga tutti al più presto!!

  5. In data 11 ottobre 2012 alle 22:40 bisagno ha scritto:

    @ALFIO Il contratto di appalto è comunque disciplinato dalla legge e limitato entro specifiche condizioni; il controllo è affidato agli Ispettorati del lavoro.
    Unica obiezione: la crisi non ha bisogno di essere inventata. (SEGRETERIA UNEBA)

  6. In data 23 ottobre 2012 alle 14:02 Dott.Maurizio Parolin ha scritto:

    Spett. UNEBA

    in considerazione delle notizie apprese dal Vs. sito e dei commenti già evidenziati gradirei, ove possibile, un’idea il più possibile precisa rispetto alla nuova piattaforma contrattuale che tutti, a tutti i livelli ci aspettiamo da tempo. In particolare tempi di discussione e approvazione ( è previsto entro fine anno un accordo? ). Modalità di gestione e quantificazione delle indennità di vacanza contrattuale ( considerati i tre anni persi in termini di potere di acquisto ).
    Date le condizioni economiche attuali, pur consapevoli del grande privilegio di chi ancora un lavoro ce lo ha, sarebbe utile tenere al passo le condizioni retributive che quanto meno limiterebbero la ulteriore contrazone dei consumi. Consapevole dell’importanza degli argomenti già discussi e presentati e dell’esistenza di prassi e liturgie esistenti chiedo se possibile di avere notizie in merito.

    Dott. Maurizio Parolin

  7. In data 16 novembre 2012 alle 16:05 CRISTINA ha scritto:

    BUONGIORNO,
    IO VORREI SAPERE QUANDO VERRA’ RINNOVATO IL CONTRATTO PERCHE’ LO STIPENDIO E’ VERAMENTE BASSO,ESSENDO UN’IMPIEGATA IN UNA CASA DI RIPOSO PRENDERE NEANCHE 930 EURO AL MESE MI SEMBRA UN PO’ ESAGERATO E DA RIVEDERE.
    SE GENTILMENTE POTETE DIRMI SE CI SARANNO DEI MIGLIORAMENTI DATO CHE L’AGIDAE HA DEGLI STIPENDI UN PO’ PIU’ ALTI.
    GRAZIE.
    CRISTINA

  8. In data 26 febbraio 2013 alle 11:10 nadiya ha scritto:

    lavoro casa di riposo come OSS.piacerebbe sapere quando rinova contratto AGIDAE , e che fine fatto PAM (art. 78)-non esiste piu?

  9. In data 16 luglio 2013 alle 12:00 clara monge ha scritto:

    salve,io lavoro come aiuto cuocca,in casa di riposso,ho il contrato uneba,adesso per le ferie la dita mi ha lasciata da sola senza un aiuto,poi io faccio 24 ore è sostitiuvo la collega ke lavora per 6 ore al giono, pero lei nn è mai da sola.quando facci due turni quante ore devomo passare per riprendere il secondo turno grazie clara

  10. In data 23 luglio 2013 alle 11:55 Vivì ha scritto:

    Salve, sono un’educatrice che lavora in una comunità per tossicodipendenti. Si dovrebbe parlare anche di flessibilità al rientro della maternità. Rientro dalla maternità, avendo goduto già di quella obbligatoria e facoltativa,all’anno compiuto dalla mia bimba e mi rendo conto che tante tutele nel nostro contratto non ci sono ad es. flessibilità di orario e di turni, part-time reversibile……i datori di lavoro si rifiutano di venirci incontro. Dovrebbe essere esplicitato nel contratto tutto ciò così come è esplicitato per il lavoro notturno. ma basandosi sul contratto il datore di lavoro può obbligarmi a fare gli orari che facevo prima se ho esigenze diverse (orari asilo)per la mia bimba di un anno??????

  11. In data 24 luglio 2013 alle 23:04 bisagno ha scritto:

    @vivi’
    Il CCNL Uneba, in tema di tutela della maternità e della paternità, riporta una normativa di legge assai complessa, che in modo articolato e completo definisce tutti i possibili ed immaginabili diritti e facilitazioni. Tanto che a volte gli Enti associati sono spesso in difficoltà nel conciliare questi diritti con l’esigenza di erogare un servizio assistenziale quantitativamente e qualitativamente adeguato.
    -segreteria nazionale Uneba -

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