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Contratto di governo Lega M5S: cosa prevede per sanità e sociale?

Cosa prevede per il settore sociosanitario e assistenziale, quello in cui opera gran parte degli enti Uneba, il “Contratto per il Governo del Cambiamento” firmato da Lega e Movimento 5 Stelle per dare vita al governo Conte?
Ecco qui a seguire alcuni estratti dal Contratto.
(Il neretto  ce l’abbiamo messo noi, nei passaggi a nostro giudizio più interessanti)
Qui il testo integrale del Contratto di Governo

“Si prevede un generale rafforzamento dei fondi sulla disabilità e la non autosufficienza al fine di consentire alle persone con disabilità di vivere in maniera indipendente e di partecipare pienamente a tutti gli ambiti della vita”

“È necessario intervenire affinché i trattamenti assistenziali, previdenziali ed indennitari, incluse carte di debito, a qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche, qualora attinenti a condizione di disabilità, siano esclusi tassativamente dal calcolo dell’ISEE o di altri indicatori reddituali, necessari per accedere ad agevolazioni o benefici.

“Con riferimento all’indennità di invalidità civile, proponiamo il suo innalzamento e l’adeguamento alla pensione sociale.”

“Occorre implementare una “politica per la vita indipendente” che favorisca l’accesso delle persone con disabilità ad abitazioni di recente concezione o costruzione. Servono politiche di housing sociale che coinvolgano il privato e i ntroducano, negli oneri di urbanizzazione,
quote da riservarsi alle persone con disabilità”.

“Bisogna favorire il cohousing e organizzare corsi di formazione specifica, tenuti da personale sanitario e tramite incontri di automutuoaiuto, per aumentare conoscenze e competenze dei caregivers”

“È prioritario preservare l’attuale modello di gestione del servizio sanitario a finanziamento prevalentemente pubblico

“La sanità dovrà essere finanziata prevalentemente dal sistema fiscale e, dunque, dovrà essere ridotta al minimo la compartecipazione dei singoli cittadini”

“(è necessario) garantire una sostenibilità economica effettiva ai livelli essenziali di assistenza attraverso il rifinanziamento del fondo sanitario nazionale”

“Il recupero delle risorse avverrà grazie (…) all’attuazione della centralizzazione degli acquisti, all’informatizzazione e digitalizzazione del SSN, alla revisione delle procedure di convenzionamento e accreditamento (…)”

“Occorre garantire, implementare e integrare i servizi socio-sanitari, investendo in prevenzione e superando il modello “ospedalo-centrico”. La risposta assistenziale ospedaliera nella fase acuta della malattia deve essere garantita ed è nel contempo necessario sviluppare in maniera diffusa i servizi territoriali, con standard organizzativi e con costi di accesso ai servizi omogenei e pre-definiti, assicurando la presa in carico dell’utente, attraverso un suo specifico percorso socio-sanitario e attraverso più idonei servizi di prevenzione”

“Rafforzeremo e implementeremo il ruolo del medico di medicina generale che deve risultare come principale protagonista della filiera di cura del malato”

“Deve essere affrontato il problema dell’invecchiamento della popolazione e dei susseguenti problemi correlati alla cronicità delle patologie e alla comorbilità. In tale ottica è necessario garantire la diffusione capillare di strutture socio-sanitarie e a bassa intensità di cura”

“È necessario rendere obbligatorio l’inserimento di una rappresentanza significativa dei pazienti (diretta o dei familiari) ai vertici gestionali delle strutture assistenziali dedicate all’età avanzata direttamente inserite nel SSN o per le strutture convenzionate”

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