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COMUNICATO STAMPA Ecco come il Terzo Settore puo’ andare oltre la crisi ed essere protagonista della riforma del welfare

Lo Stato taglia, il profit incalza e alle comunità reali si sostituiscono sempre più quelle virtuali. Quale futuro allora per il terzo settore? Disperarsi per la crisi? O piuttosto cercare fino in fondo di svolgere il proprio ruolo, cioè dare risposte ai bisogni delle comunità?

Sostiene con forza la seconda ipotesi Giuseppe Guerini, presidente nazionale di Federsolidarietà. “Welfare di comunità e Terzo settore di fronte all’Europa” è stato il tema del suo intervento al congresso nazionale di Uneba in corso a Loano (Sv), durante il convegno pubblico del pomeriggio di venerdì 26 ottobre.

“Il Terzo Settore – ha detto Guerini – deve ritornare a costruire attività all’interno delle comunità locali: imprenditorializzando il modo di dare risposte ai bisogni, ma anche coinvolgendo sempre di più i cittadini. Le risposte ai bisogni non possono più arrivare solo dalla redistribuzione della ricchezza (attraverso la fiscalità). Se non ripensiamo il nostro ruolo rischiamo di essere residuali nel disegno economico complessivo”.

Oltre alle nuove idee, per il Terzo Settore è vitale riproporre anche i valori originari. “La spinta motivazionale che ha fatto partire le nostre esperienze è un fattore fondamentale da rimettere in gioco”.

Il presidente di Federsolidarietà ha infine evidenziato che quello che è in gioco non è un peso o una spesa, bensì un fattore di sviluppo. “L’economia sociale non utilizza risorse residuali redistribuite dallo Stato, non è una realtà che assorbe risorse, bensì è una parte importante della costruzione della catena del valore. Esiste un mondo fatto di persone che lavorano con le persone, e che va valorizzato”.

Gianpaolo Barbetta, docente all’Università Cattolica, nella seconda relazione del convegno ha evidenziato come il Terzo Settore può essere protagonista nella necessaria riforma dei servizi sociali: perché nelle comunità locali è pienamente inserito ed è quindi più pronto a riconoscere i bisogni, perché è più rapido nello sperimentare innovativi modelli di intervento, perché può essere in grado di mobilitare nuove risorse umane e nuove risorse economiche.

Il convegno Uneba si è aperto con il commosso omaggio a Giacomo Gualco, già presidente della giunta della Regione Liguria e per molti anni presidente di Uneba Liguria. Una targa in memoria è stata consegnata alla figlia Barbara Gualco, tuttora impegnata in Uneba.

Domani sabato 27 il congresso procederà all’elezione del nuovo consiglio nazionale di Uneba.

Giuseppe Guerini

Gianpaolo Barbetta (in piedi)

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