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Centri di servizio per anziani del Veneto – Aumentano i posti letto accreditati che restano vuoti o sono occupati a regime privato

Aumentano i posti letto vuoti e i posti letto per i quali non arriva il contributo regionale.

Non porta buone notizie ai centri di servizio per anziani del Veneto l’indagine “I centri servizi per anziani come luoghi di integrazione” svolta dal network Seniornet e curata dallo statistico di Motta di Livenza (Tv) Romano Astolfo. Ha raccolto, ad inizio 2015, risposte da 74 strutture, il 20% di quelle presenti in Veneto. Di queste 74, il 69% è a gestione pubblica.

Qui sotto o qui le slide con la sintesi dei risultati.

La mediana del tasso di rinuncia è del 5%: si tratta degli anziani chiamati per l’inserimento con impegnativa di residenzialità, ma che hanno rinunciato.

La mediana della mobilità, sia in entrata che in uscita, è del 9%: si tratta della percentuale d anziani accolti che arrivano da altri centri di servizio o della percentuale di anziani dimessi che si trasferiscono in altri centri di servizio.

Nel giorno della rilevazione, il 10% dei posti letto accreditati è occupato a regime privato (cioè senza impegnativa regionale)

Crescono rispetto all’indagine 2013 sia la percentuale di posti letto accreditati vuoti che la percentuale di strutture che hanno posti vuoti (dal 31% si passa al 39%) che la percentuale di giorni/posti letto vuoti sul totale di giorni/posti letto accreditati disponibili nell’anno.

Quota alberghiera 2013 nei centri di servizio che hanno partecipato all’indagine:

  • da 50 a 53 euro per il primo livello
  • da 51 a 55 euro per il secondo livello

(a queste due quote si aggiunge la quota sanitaria, 49 euro per il primo livello e 56 euro per il secondo livello)

  •  da 68 a 75 euro per il regime privato

Secondo gli autori dell’indagine, “la sostenibilità economico-finanziaria è un tema di fondamentale rilievo per il futuro che si prospetta, a prescindere dalla forma giuridica dei vari centri di servizio. Esistono più motivazioni a supporto della collaborazione che non della competizione tra CdS per monitorare nel tempo il fenomeno e favorire i processi di confronto al fine di: diffondere specializzazioni delle mission sviluppare economie di scala accumulare competenze/know-how a rete”.

Un articolo con la sintesi dei risultati di questa ricerca è stato inserito anche nella Rassegna Stampa Veneta di sabato 2 maggio.

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