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Calabria – La Regione non paga la quota sociale e non ricolloca il personale in esubero, gli enti Uneba e delle altre associazioni in grave difficoltà

Ancora una volta Uneba Calabria e le altre associazioni che rappresentano le strutture territoriali per anziani (Anaste, Aiop, Aris e Agidae) denunciano la grave difficoltà in cui si trovano, e che ricadono di conseguenza anche sul servizio agli anziani e sui posti di lavoro per il personale.

Denunciano queste difficoltà con due lettere, inviate alla Regione – a partire dal presidente Oliverio e dal commissario alla sanità Scura, oltre che i sindacati – e ai Prefetti delle province calabresi, in cui chiedono un intervento a fronte dei molti problemi del settore, che qui riepiloghiamo.

QUOTA SOCIALE  – Regione Calabria e aziende sanitarie continuano a non pagare alle strutture territoriali la quota sociale. Dopo il tavolo di confronto fissato dal Prefetto, le associazioni di categoria hanno formulato una proposta per sbloccare la situazione, proposta ad oggi rimasta senza risposta.

CONTRATTI – Alle rsa si vuole imporre di firmare conttratti che non riportano l’assunzione dell’onere del pagamento da parte del Dipartimento Tutela della Salute della Regione, esponendo quindi le strutture al concreto rischio di non ricevere il pagamento.
Manca ancora un decreto che contenga uno schema di contratto corrispondente alle norme di legge.

EXTRA BUDGET – La Regione non ha ancora remunerato le prestazioni erogate nel 2016 e nel 2017 oltre i limiti di spesa nonostante il riconoscimento de “l’appropriatezza e l’inderogabilità dei ricoveri già autorizzati” e della necessità di integrazioni “per acquisire le prestazioni fino alla fine dell’anno solare”.

NUOVI STANDARD DI PERSONALE – Dal 1° novembre 2017, è divenuto esecutivo il decreto commissariale 118/2017, che ha stabilito i nuovi requisiti di personale per le strutture residenziali per anziani, prevedendo una consistente riduzione del personale. Ma prima dell’entrata in vigore delle nuove norme sui requisiti, l’Ente Regionale avrebbe dovuto ricollocare il personale in esubero in altri setting assistenziali, quali ad esempio ADI o semiresidenziali o attraverso nuovi accreditamenti. Ma non è giunto nessun decreto commissariale su questo tema: la ricollocazione non è avvenuta.
RISCHIO LICENZIAMENTI – Di fronte a questa situazione, Uneba e le altre associazioni di categoria “preso atto che nessun accordo in merito alla diversa allocazione del personale in esubero verrà formalizzato da parte della Struttura Commissariale, hanno comunicato a tutti i sindacati regionali che tutte le rsa anziani non potendo più attendere oltre e, dovendosi adeguare a quanto prevede il decreto, si vedranno costrette – loro malgrado – ad attivare le procedure di mobilità per procedere ai licenziamenti del personale in esubero, più di 400 dipendenti”.

Qui tutti gli articoli di www.uneba.org sulla situazione in Calabria

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