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Assistenza domiciliare in Lombardia – I numeri dell’attività, le richieste sulla dgr 7770

Assistenza domiciliare: esperienze di erogatori a confronto.

Questo il tema della prima sessione di venerdì 15 giugno del convegno Uneba a Milano, moderata da Giuseppe Grigoni, presidente di Uneba Liguria.

Alessandro Pirola, consigliere delegato di Fondazione Maddalena Grassi, ha presentato l’esperienza di assistenza domiciliare del suo ente, che segue circa 2500 persone all’anno, il 40% dei quali con più di 80 anni, fornendo, attraverso le slide, anche i dati sui costi dell’assistenza a persona e al giorno.

Pirola ha evidenziato una difficoltà in più per l’assistenza domiciliare: la carenza di relazioni, con un terzo dei nuclei famigliari sono formati da persone sole.

Nel nostro servizio – ha raccontato Pirola- abbiamo un cappellano “è costitutivo dell’assistenza domiciliare, come lo è dell’assistenza in degenza”.

Claudio Marazzini ha raccontato l’esperienza di Finisterre, l’ente di cui è direttore sanitario: opera in tutta la Lombardia, con 80 infermieri professionali, 40 fisioterapisti, 10 medici e 20 oss. “Oggi fare adi è anche integrarsi in sistema che comprende presa in carico dei cronici, il lavoro non si limita alla singola prestazione”, ha detto Marazziti.

Lo stretto legame tra assistenza domiciliare e sistema intero dell’assistenza è stato evidenziato anche da Valeria Negrini di Federsolidarietà, rappresentante di 1165 cooperative sociali, di cui 200 impegnate nel settore sociosanitario, con circa 55 mila dipendenti.

Come migliorare e affinare le regole per l’assistenza domiciliare in Lombardia fissate dalla delibera regionale 7770? Negrini ha presentatole proposte del Gruppo Tecnico enti gestori, per costruire un modello di assistenza domiciliare che sia condiviso, sostenibile ed efficace.

Tra le proposte, proporzionare la complessità dello strumento di valutazione (molto raffinato) alla complessità del paziente o dello strumento da erogare, semplificare il processo di rendicontazione, differenziare il lavoro secondo il territorio, garantire una programmazione di medio e lungo termine delle risorse.

Massimo Giupponi, direttore generale dell’Ats Brianza, ha presentato il servizio di assistenza domiciliare che il suo ente svolge (vedi le slide). Si è poi rivolto direttamente agli enti Uneba, sottolineando l’importanza di investire sull’innovazione. “E’ necessario negli enti avere persone che pensano a modelli gestionali nuovi e innovazione nell’organizzazione nei servizi…il vecchio sistema non garantisce prospettive: il mondo sta cambiando. Il sistema ha bisogno del vostro punto di vista di rete di gestori, potete davvero portare un contributo interessante”.

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