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730 e spese sanitarie – Uneba Lombardia evidenzia il contrasto tra la richiesta di invio fatture e la normativa sul “cedolino fiscale”

Le strutture sociosanitarie devono inviare i dati delle fatture ai fini del 730 precompilato? E se sì, quali dati esattamente?

Mentre l’Agenzia delle Entrate proroga al 9 febbraio il termine per l’invio dei dati, manca ancora chiarezza sull’adempimento, in particolare per capire se e come enti come quelli associati ad Uneba sono coinvolti.

Mentre in Veneto Uneba ha scritto alla Regione per avere chiarimenti, in Lombardia Uneba ha già ripetutamente sollecitato la Regione, ma, finora, senza risposta.

Per questo Uneba Lombardia, con il presidente avv.Bassano Baroni, ha inviato negli scorsi giorni agli enti uno schema di nota di giustificazione e di chiarimento da inviare alla Regione. Lo trovate nella parte riservata. Serve a spiegare perché non è possibile adempiere alla richiesta di invio delle fatture per l’assistenza residenziale o semiresidenziale fornita.

Cioè perché c’è un apparente contrasto tra norme: con il 730 precompilato la somma delle fatture verrebbe interamente ritenuta deducibile/detraibile, mentre la norma regionale, che impone agli Enti la produzione del cosiddetto “Cedolino fiscale” , implica che sia la Regione stessa ad indicare quali siano le categorie di costo sanitarie, alberghiere e miste, e da questa divisione in categorie deriva la possibilità di detrarre o dedurre parte della somma pagata dal cittadino.

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