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15 miliardi di spesa pubblica per la long term care nel 2016

La Fondazione Gimbe ha presentato a luglio 2018 il 3° Rapporto sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale.

Sintesi del Rapporto Gimbe

Ecco alcuni dei dati più significativi

Secondo le stime effettuate dal Rapporto la spesa sanitaria 2016 ammonta a € 157,613 miliardi di cui: € 112,182 miliardi di spesa pubblica; € 45,431 miliardi di spesa privata di cui € 5,601 miliardi di spesa intermediata (€ 3,831 miliardi da fondi sanitari, € 0,593 miliardi da polizze individuali, € 1,177 miliardi da altri enti) e € 39,830 miliardi di spesa a carico delle famiglie (out-of-pocket).

Quindi nel 2016 il 28,8% della spesa sanitaria è privata e di questa quasi l’88% è sostenuta direttamente dalle famiglie.

All’interno della spesa sanitaria pubblica, l’assistenza sanitaria per cura e riabilitazione assorbe € 82,032 miliardi, i prodotti farmaceutici e altri apparecchi terapeutici € 31,106 miliardi, la long-term care € 15,067 miliardi, i servizi ausiliari € 12,342 miliardi.

Il Rapporto individua una tendenza alla riduzione delle risorse per la sanità, sia negli anni scorsi che per il futuro. “Il DEF 2018, a fronte di una prevista crescita annua del PIL nominale del 3% nel triennio 2018-2020, riduce il rapporto spesa sanitaria/PIL dal 6,6% del 2018 al 6,4% del 2019, al 6,3% nel 2020 e 2021”.

Tanti Lea, pochi fondi  – Secondo il presidente della Fondazione Gimbe Nino Caltabellotta, “è indispensabile rivalutare complessivamente tutte le prestazioni inserite nei LEA al fine di attuare un ‘consistente sfoltimento’ e mettere fine all’inaccettabile paradosso per cui in Italia convivono il ‘paniere LEA’ più ricco (sulla carta) ed un finanziamento pubblico tra i più bassi d’Europa”

Il Rapporto fa anche una stima di sprechi ed inefficienze della sanità pubblica “: € 21,59 miliardi erosi da sovra-utilizzo di servizi e prestazioni sanitarie inefficaci o inappropriate (€ 6,48 mld), frodi e abusi (€ 4,75 mld), acquisti a costi eccessivi (€ 2,16 mld), sottoutilizzo di servizi e prestazioni efficaci e appropriate (€ 3,24 mld), complessità amministrative (€ 2,37 mld), inadeguato coordinamento dell’assistenza (€ 2,59 mld). Rispetto alle stime 2016, si riconosce un recupero complessivo di oltre € 1,3 miliardi, grazie ai numerosi interventi messi in atto.”

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